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Caso Battisiti - PAC


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Eventi e Rassegna stampa

CASO BATTISTI

  • da Il Tempo del 09/06/2011

Battisti è libero. L'ira di Roma



No all'estradizione dell'ex militante Pac. Il rammarico di Napolitano e Berlusconi. Frattini: presenteremo ricorso alla Corte internazionale dell'Aja.
 

Brasile, Cesare Battisti lascia il carcere Cesare Battisti ha lasciato il carcere di Papuda, a una trentina di chilometri da Brasilia, cinque minuti dopo la mezzanotte di oggi (le 5.05 di questa mattina in Italia) dopo che il Supremo tribunale federale aveva respinto il ricorso dell'Italia e confermato la decisione presa da Luiz Inacio Lula da Silva poco prima della fine del suo mandato come presidente per il diniego dell'estradizione. L'ex terrorista dei Proletari armati per la rivoluzione ha quindi lasciato il carcere a bordo di un'auto nera che gli era stata messa a disposizione dalla studio dell'avvocato Luiz Eduardo Greenhalgh, per raggiungere la località di Solar de Brasilia. Battisti non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti che lo attendevano. Sei giudici del Supremo tribunale federale hanno votato a favore del diniego dell'estradizione, e tre contro.

Sul caso non si è espressa l'Unione europea. Il rilascio e la mancata estradizione di Cesare Battisti, ha detto il portavoce della commissaria europea alla Giustizia Viviane Reding, "restano una questione bilaterale tra Italia e Brasile". La Reding ha confermato chenon c'è nessun coinvolgimento da parte della Commissione nella vicenda, mentre un gruppo di eurodeputati italiani ha inscenato una protesta al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo. Gli eurodeputati hanno esposto cartelloni con la scritta «Battisti is a murderer» ovvero «Battisti è un assassino», accompagnati dalle foto di Pierluigi Torregiani e Antonio Santoro, due delle sue vittime, e da diversi interventi in Aula. Il vicepresidente dell'Europarlamento, l'eurodeputato del Pd Gianni Pittella che presiedeva la seduta, ha assicurato che la presidenza del Parlamento europeo trasmetterà la sua indignazione alle autorità brasiliane.

Battisti era stato condannato all'ergastolo in Italia dopo essere stato giudicato colpevole dell'omicidio di quattro persone. Nel 2008, il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro, gli aveva concesso lo status di rifugiato politico.

IL PRESIDENTE NAPOLITANO PROTESTA CON FERMEZZA "La pronuncia con cui il Tribunale Supremo del Brasile ha confermato la precedente decisione del Presidente Luiz Inàcio Lula da Silva di negare l'estradizione di Cesare Battisti, assume un significato gravemente lesivo del rispetto dovuto sia agli accordi sottoscritti in materia tra l'Italia e il Brasile sia alle ragioni della lotta contro il terrorismo condotta in Italia - in difesa delle libertà e istituzioni democratiche - nella rigorosa osservanza delle regole dello Stato di diritto". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, deplora la decisione, che contrasta con gli storici rapporti di consanguineità e amicizia tra i due paesi, e rinnova l'espressione della sua vicinanza e solidarietà ai famigliari delle vittime degli orrendi delitti commessi da Cesare Battisti. Il Presidente, si legge in una nota del Colle "appoggia pienamente ogni passo che l'Italia vorrà compiere avvalendosi di tutte le istanze giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle convenzioni internazionali".

ASSOCIAZIONE VITTIME TERRORISMO: ITALIA UMILIATA Uno schiaffo ai parenti delle vittime del terrorismo e un'umiliazione per l'Italia. Così il presidente dell'Associazione italiana vittime del terrorismo (Aiviter), Dante Notaristefano, ha commentato il no all'estradizione di Battisti deciso dalla Corte Suprema brasiliana. "Veniamo trattati come un Paese che ricorre alla tortura o dove è prevista la pena di morte, quasi come fossimo una dittatura". "Battisti ha un debito da pagare - sottolinea Notaristefano, scampato nel 1978 a un attentato delle Br - e sottrarlo alla giustizia suona come uno schiaffo". L'associazione ora valuterà tutte le azioni da intraprendere per contrastare la decisione della Corte Suprema: "Noi insisteremo facendo il possibile", ha assicurato.

RICORSO ALL'AIA Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha appreso "con vivo rammarico" della pronuncia del Tribunale Supremo Federale del Brasile. "La decisione - si legge in una nota di Palazzo Chigi - non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano ed in particolare dei familiari delle vittime di Battisti. L'Italia, pur rispettando la volontà del Tribunale Supremo Federale, continuerà la sua azione e attiverà le opportune istanze giurisdizionali per assicurare il rispetto degli accordi internazionali che vincolano due Paesi accomunati da legami storici di amicizia e solidarietà". Il ministro degli Esteri pertanto parla del possibile coinvolgimento della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja "Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, prende atto con profondo rammarico della decisione con la quale, contraddicendo la sua stessa precedente pronuncia, il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha oggi convalidato il diniego dell´estradizione in Italia di Cesare Battisti permettendone la scarcerazione", si legge in una nota della Farnesina in cui si preannuncia l'intenzione dell'Italia di "attivare immediatamente ogni ulteriore possibile meccanismo di tutela giurisdizionale presso le competenti Istituzioni multilaterali, e in particolare presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, per perseguire la revisione di una decisione che non si ritiene coerente con i principi generali del diritto e con gli obblighi previsti dal diritto internazionale". "Pur rispettando la decisione del massimo organo giurisdizionale brasiliano - prosegue la nota - il Ministro Frattini ribadisce il convincimento del Governo italiano, condiviso da tutte le forze politiche e dall'opinione pubblica, in merito alla fondatezza della richiesta di estradizione". "Non posso non rilevare come la decisione odierna del massimo organo giudiziario brasiliano, oltre ad offendere il diritto alla giustizia per le vittime dei crimini di Battisti, appaia contraria agli obblighi sanciti dagli accordi internazionali che legano i due Paesi, peraltro accomunati da profondi e antichi legami di amicizia e consanguineita", aggiunge Frattini.

NULLA DI INTENTATO Il ministro della difesa, Ignazio La Russa, si trova al vertice Nato di Bruxelles. Dopo aver appreso della liberazione di Cesare Battisti ha detto ai cronisti: "Potete intuire la mia amarezza e la mia vicinanza ai familiari delle vittime. E non sto contando fino a dieci, ma fino a mille prima di fare un commento. Posso dire solo di aver parlato con il presidente Berlusconi già stanotte e ho avuto da lui assicurazioni che nulla resterà intentato per riportare Battisti in Italia. Questo per me conta di più di qualunque parola di rito".
 


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