AIVITER Home page
 

 

Iniziative dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo, eventi e rassegna stampa/ Events and press


Caso Battisiti - PAC


TORNA ALLA RASSEGNA E A "DICCI LA TUA"

 

Eventi e Rassegna stampa

CASO BATTISTI

  • da La Stampa 15/1/2009 - NIENTE ESTRADIZIONE PER BATTISTI

Ma resta un assassino

di CESARE MARTINETTI


E' più grottesco che paradossale il fatto che il primo «perseguitato politico» della Repubblica italiana abbia il nome di un grande patriota come Cesare Battisti. Non di irredentismo stiamo parlando ma di quella replica
che la storia talvolta concede sotto forma di farsa. Il «nuovo» Battisti, condannato per omicidio, è in realtà un ferrovecchio di quel periodo anch'esso storico che ricordiamo sotto il nome di «anni di piombo».

Passato - ci auguriamo definitivamente trapassato - ma purtroppo vivo per la scia non consumata di dolori individuali e famigliari, di segreti di Stato - veri o presunti - irrisolti, di sfiducia per una vicenda storica sanguinaria
che si chiude per casi individuali, solitamente in modo maldestro, quasi sempre iniquo. In altre parole di giustizia incompiuta.

Su tutto ciò precipita ora il caso dell'(ex) terrorista rosso Cesare Battisti, condannato all'ergastolo per quattro omicidi, che la Repubblica Federale del Brasile ha laureato ieri «rifugiato politico» negando l'estradizione chiesta dal nostro Paese. Non è una notizia banale perché questa qualifica - la prima data a un italiano all'estero dai tempi del fascismo - conferisce automaticamente al Paese che ne richiede l'estradizione l'attributo di Paese che nega le libertà politiche. In altre parole una «non democrazia» per l'evidente contraddizione in termini.

Dunque l'Italia come il Cile di Pinochet? No, il nostro era e resta un Paese libero, però attenzione alle parole che in questo caso rivelano una drammatica debolezza diplomatica che si traduce in una debolezza tout court del peso e dell'immagine italiana nel mondo. Dopo il presidente francese Nicolas Sarkozy (che il 12 ottobre negò l'estradizione della brigatista Marina Petrella) è ora Inácio Lula da Silva, presidente del Brasile, ad
offendere l'Italia negando l'estradizione a un terrorista condannato con sentenze passate in giudicato, dopo processi regolari che si sono svolti davanti a corti popolari e che hanno subito il vaglio della Corte di
Cassazione.

Tutto ciò per la Repubblica brasiliana non conta nulla, a Brasilia e Rio de Janeiro l'Italia è considerata un Paese minore dove si pronunciano sentenze che non hanno valore. Evidentemente la diplomazia delle relazioni personali e del sorriso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi serve soltanto a sketch televisivi e fotografie di circostanza. Quando Lula venne in visita in Italia, il 12 novembre scorso, il premier ha mobilitato i calciatori brasiliani del suo Milan per coinvolgere l'ospite in un siparietto trasmesso in forma di tormentone dai Tg. Lula, presidente di una Repubblica che vive (anche) di calcio, deve essersi sentito sfidato e ora risponde con una
lezione di legalità al Paese che si diceva patria del diritto.

Lo status di «rifugiato politico» concessa a Battisti è un'assurdità, uno schiaffo, uno sberleffo. Nemmeno la Francia, rifugio storico dei terroristi italiani, ha mai osato tanto. A Parigi le estradizioni venivano negate per tecnicismi giuridici, mai per ragioni politiche. Queste riposavano nell'equivoco dei rapporti politici che si instaurarono ai tempi di Craxi-Mitterrand, quando cominciò la pratica sopravvissuta per oltre vent'anni e ora clamorosamente riabilitata dal più sorprendente degli attori: Nicolas Sarkozy, il presidente di una destra che si voleva di «rupture».

Dietro l'operazione Battisti, infatti, non può non esserci la mano di Sarkò. Da quando il Presidente s'è accasato con Carla Bruni non è più quello di prima, si sa. L'ex mannequin ora première dame di Francia ha introdotto all' Eliseo il virus di quel milieu intellettuale, borghese e gauchiste che ha accolto, nutrito, protetto e blandito con una fraternité sconosciuta ai pochi terroristi autoctoni i rifugiati italiani. Carla e la sorella Valeria hanno piegato la scorza del Presidente, ex primo flic della République, per la brigatista Marina Petrella, trattenuta a Parigi per «ragioni umanitarie».
Facile prevedere che più o meno lo stesso sia accaduto per Battisti. Il terrorista godeva di una biografia perfetta per il mondo di Carla e dei suoi
amici: ex delinquente comune, politicizzatosi in carcere, arruolato nei PAC (proletari armati per il comunismo) attivi nelle vendette sociali sul finire dei sanguinari Anni Settanta, una fuga durata vent'anni e trasformata in
benzina letteraria per romanzi maledetti, polar a sfondo politico e sociale.Magnifique!

Quando finalmente i giudici hanno concesso l'estradizione (estate 2004), Battisti è stato messo in condizione di scappare. Quando finalmente è stato preso in Brasile, Sarkò (durante le vacanze di fine anno con Carla) ha
chiesto a Lula di sbrigare il lavoro sporco. Lo ha scritto un settimanale serio come Le Point. Evidentemente la contropartita diplomatica francese ha pesato di più delle figurine dei calciatori brasiliani con la maglia del Milan. Cesare Battisti, un assassino condannato, può tornare libero. La giustizia italiana è mortificata. Le librerie di boulevard Saint-Germain si preparano ad accogliere il nuovo romanzo del terrorista-scrittore.
 


SEZIONI
Storia e presentazione dell'Associazione Storia e presentazione dell'Associazione / Our Association history Memorie e schede delle vittime Memorie e schede delle vittime / Italian victims of terrorism data base
Archivio dei documenti dell'Associazione Archivio dei documenti, foto, didattica e link
/ Archives, didactics and links
Iniziative ed eventi dell'Associazione Iniziative, eventi e comunicati stampa
/ Events and press
Torna in alto - Sponsor dell'Associazione / Our sponsor -  Home page
Partner of the European Network of Victims of the Terrorism (NAVT), partner del Radicalisation Awareness Network (RAN), partecipant of the Global Counterterrorism Forum (GCTF) and Member of International Alliance Against Terrorism (IAAT)

Creative Commons License
Sito internet AIVITER by Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e dell'Eversione Contro l'Ordinamento Costituzionale dello Stato is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.vittimeterrorismo.it.