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Iniziative dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo



 

Iniziative attuali


INAUGURAZIONE CASA DELLA MEMORIA DI MILANO
MILANO, 24 APRILE 2015



L’INTERVENTO DI AIVITER

L’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo è particolarmente grata al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, al Vice Sindaco Lucia De Cesaris, alla intera Giunta ed a quanti, che con gran sacrificio, abnegazione e competenza, hanno contribuito alla realizzazione della Casa ospitante le Associazioni che fanno Memoria e narrano la storia della città dal 25 Aprile 1945.
L’auspicio che tale storica ideale coabitazione delle diverse associazioni sia occasione di confronto e condivisione di progetti comuni.
Gli spazi destinati ad AIVITER Lombardia in questa casa, diverranno il centro pulsante delle nostre iniziative a carattere locale e la sede ove, gradualmente, sarà fornita la necessaria consulenza e assistenza ai nostri associati per il pieno riconoscimento dei loro diritti e benefici di legge.

In questa pubblica occasione sento però doveroso esprimere un altro sentito ringraziamento al Comune. Milano infatti è stata l’unica città italiana ad avere ricordato tutte le sue Vittime del terrorismo con la dedica di una via, una targa, un giardino, un luogo pubblico. Ed al riguardo merita una particolare citazione Antonio IOSA, coordinatore lombardo della nostra Associazione, per il suo determinante e generoso contributo per la ideazione, progettazione e realizzazione di questa importantissima iniziativa nonché per la pubblicazione della “Mappa della Memoria” e dei percorsi didattici a ricordo delle vittime milanesi.

AIVITER. rappresenta nell’ambito delle altre Associazioni della Casa della Memoria, la storia più recente di Milano e del Paese, partendo dal 1969 e arrivando sino al 1984, il periodo definito “gli anni di piombo”.
Per una rappresentazione seppur sintetica di quel periodo con il terrorismo interno che ha insanguinati il nostro Paese, richiamo alcuni dati e avvenimenti in quegli anni affinché essi siano occasione di conoscenza e riflessione in particolare per le più giovani generazioni presenti.

La tragedia e l’orrore di tantissime vittime, vite spente dal terrorismo interno, ci riportano a pagine dolorose della storia del nostro sistema democratico, messo a dura prova da quanti hanno voluto porre in atto un progetto eversivo di larga scala contro il Paese ed il suo ordinamento costituzionale.
Il prezzo pagato con il sangue negli “anni di piombo” è stato elevatissimo.
Sono stati censiti, per difetto, più di 7.000 attentati, riferiti a tutti gli episodi di terrorismo interno incluse le stragi, con oltre 400 morti e migliaia di feriti.
Per attentati individuali il tragico elenco comprende oltre 250 caduti e 3.000 feriti, distribuiti tra le più diverse categorie. Vi sono inclusi appartenenti alle forze dell’ordine, operai, magistrati, docenti universitari, medici, giornalisti, politici, dirigenti d’azienda, comuni cittadini.
Sotto il piombo del terrorismo rosso (Brigate rosse, Prima linea ecc.) e nero (Ordine nuovo, Nar ecc..) sono cadute figure dell' Italia più libera, aperta e democratica.
Un Italia che avrebbe dovuto e potuto essere migliore, diversa da quella di oggi, se questi eroi della quotidianità fossero sopravvissuti.
Dall’apice toccato all’inizio degli anni ’80, con il maggior numero di morti e feriti, il terrorismo interno è gradualmente scemato ma ha fatto seguire ancora code sanguinarie ed un filo rosso che in Italia, episodicamente, conduce ai giorni nostri.

In tema di terrorismo e per completezza di trattazione non possiamo ignorare l’ultimo feroce venuto.
Dal 2001 si è affacciato prepotentemente alla ribalta internazionale un nuovo terribile e sanguinario terrorismo, quello jahidista islamico. Terrorismo ormai divenuto globale che colpisce “chiunque ed ovunque nel mondo” con gli orrori ed i fiumi di sangue riportati ormai quotidianamente dagli organi di informazione.

Ritornando agli anni di piombo in Italia, la lettura di quel periodo dovrebbe finalmente fare chiarezza e svelare tanti troppi, segreti e responsabilità che ancora oggi, dopo decenni, non sono stati dipanati, .nascondendo gran parte dei mandanti ed esecutori di tanti omicidi e ferimenti.
Si deve pertanto consentire e ancor più facilitare l’approfondimento e la comprensione di ciò che è realmente avvenuto, accertare ogni responsabilità, ricercare ed arrivare alla verità con l’acquisizione degli atti giudiziali e con la rigorosa documentata ricostruzione dei fatti, senza l’inquinamento di manipolazioni ideologiche e politiche di comodo.
Ma se anche con una bacchetta magica potesse oggi essere svelata ogni verità di un periodo così oscuro, non sarebbe ancora sufficiente.
Quale è allora la ulteriore chiave autentica di lettura degli anni di piombo secondo AIVITER?
Un compito complesso, difficile, doloroso ma realizzabile e concreto. Quello di contribuire a ridare la “vera” voce alle vittime, con le loro testimonianze dirette e quelle dei loro congiunti.
Ed ecco che finalmente coloro che considerati dai terroristi “simboli” o “familiari di icone”, ridiventano persone, in carne ed ossa, delle quali si ricordano e si riaffermano l’integrità morale, i valori, i sentimenti, le emozioni, l’estremo sacrificio, il dolore in luogo della lacunosa, interessata e fuorviante ed ancor oggi delirante interpretazione fornita su quel periodo dai “carnefici” stessi e dai tanti che, ignorati dalla giustizia, ne furono mandanti politici e talvolta complici.

Signor Sindaco, Autorità, Presidenti delle altre Associazioni, Cittadine e Cittadini presenti, Rappresentanti dei media, in occasione della inaugurazione di questa Casa della Memoria
assumiamo tutti un impegno a non dimenticare
come atto di civiltà scevro da ogni volontà di vendetta
come insegnamento che l’etica del dovere e, purtroppo, del dolore consegna alle nuove
generazioni.

I caduti di Milano, della Lombardia e dell’intero Paese vittime del terrorismo e i caduti rappresentati dalle altre associazioni della casa della memoria che oggi si inaugura, non sono morti invano
se possono ancora trasmettere i valori di una società civile e libera;
se la memoria del loro sacrificio e del loro insegnamento sarà custodita per la salvaguardia dello stato democratico e dei valori costituzionali.

Non dimentichiamocene mai e ricordiamolo sempre alle nuove generazioni.
Non c’è futuro senza memoria.

Un’ ultima annotazione.
Quando passo nella mia Genova di fronte alla palazzina dei caduti ed invalidi guerra vado sempre con lo sguardo, per non dimenticarla, alla frase incisa in grande evidenza a caratteri bronzei nella grande lastra di marmo sulla facciata.
Ecco di seguito la scritta che mi sono permesso integrare con poche parole a carattere corsivo e che trovo di una attualità straordinaria anche per la inaugurazione di oggi:
“La guerra e il terrorismo sono le lezioni della storia che i popoli non ricordano mai abbastanza”.

per AIVITER
Il Presidente f.f.
Roberto C. Della Rocca


 

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