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Schede/2003/Petri



Emanuele Petri


 

 

 

 
(cognome, nome e professione) Emanuele Petri  - Sovrintendente della Polizia di Stato, medaglia d'oro al valor civile
(luogo e date di nascita) Nato a Castigliole del Lago (PG) 1° febbraio 1955
(luogo e date dell'attentato)  Castiglion Fiorentino 2 marzo 2003
(luogo e date di morte)  Castiglion Fiorentino 2 marzo 2003
(descrizione attentato) Il 2 marzo 2003, il sovrintendente Petri, assieme ad altri due colleghi, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, svolge servizio di scorta viaggiatori su un treno regionale sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze. Poco dopo la fermata alla stazione di Camucia-Cortona, Petri e gli altri colleghi, durante gli accertamenti di routine, decidono di controllare un uomo ed una donna che viaggiavano a bordo del vagone. Questi ultimi, dopo aver esibito dei documenti falsi ai poliziotti che si accorgevano delle incongruenze, reagiscono improvvisamente nei loro confronti.

L'uomo estrae una pistola puntandola immediatamente al collo del sovrintendente Petri ed intimando agli altri poliziotti di gettare via le armi. Uno dei due poliziotti obbedisce gettando la propria pistola sotto i sedili del convoglio ma l'uomo reagisce ugualmente sparando alla gola di Petri, uccidendolo sul posto, e sparando nuovamente contro l'ultimo poliziotto armato che, nonostante le gravi ferite, riuscì a rispondere al fuoco dell'assalitore ferendolo mortalmente. La donna cerca di sparare con la sua pistola contro l'ultimo poliziotto, ma l'arma non funziona, perché ancora con la sicura, ed il colpo non parte. Ne segue una colluttazione al termine della quale la terrorista viene bloccata. 
(biografia) Entra in Polizia nel 1973 prestando servizio presso Reparti di Roma, Firenze e Arezzo nonché, da ultimo, presso il  Posto Polfer di Tarantola Cortona (AR). Sposato con Alma.
(rivendicazione, autori) Dalle prime indagini risulta che i due soggetti, Nadia Desdemone Lioce e Mario Galesi, sono terroristi delle 'nuove' Brigate Rosse, tra i responsabili degli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi.
(stato processuale) Dal materiale rinvenuto sul treno si ottengono utili informazioni sull'organizzazione terroristica i cui aderenti sono nei mesi successivi catturati e condannati.
(status famigliari) -
(note)  

 

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